giovedì 18 febbraio 2016

Weekend a Praga: Domenica/Weekend in Prague: Sunday

 Josefov, iQuartiere Ebraico, è molto vicino alla Città Vecchia, ma, visto che di sabato tutti i musei e le sinagoghe erano chiusi, lo abbiamo dovuto per forza visitare la domenica mattina.
Abbiamo comprato il biglietto su internet sperando di risparmiare tempo e saltare qualche coda, ma invece è stato peggio perché ci hanno fatto andare da un posto all'altro per convalidarlo e poi all'ingresso di ogni museo abbiamo dovuto rispiegare a degli addetti molto perplessi che si trattava di un biglietto valido.
Abbiamo cominciato le visite dalla sinagoga vecchia-nuova, la sinagoga più antica in Europa, dopo la sinagoga Scolanova di Trani. Fu costruita in stile gotico nel 1270 circa ed è arrivata ai giorni nostri senza cambiamenti significativi. Oltre che per la preghiera, era anche un punto di raduno per gli ebrei praghesi e un rifugio nei periodi di pogrom, per esempio quello sanguinosissimo del 1389. Il rabbino più importante di questa sinagoga è stato Rabbi Löw, a cui la leggenda attribuisce la creazione del golem. Il suo sedile è quello contrassegnato dalla stella. La storia narra che nel XVI secolo gli ebrei fossero vittime di continue aggressioni perché accusati ingiustamente di usare sangue umano nei loro rituali. Rabbi Löw decise di proteggere il suo popolo creando un gigante con dell'argilla presa dalle rive della Moldava e dandogli vita tramite una formula cabalistica che consisteva nell'incidergli sulla fronte la parola "emet" (verità). Il Golem obbediva al rabbino e proteggeva i membri della comunità, ma con il tempo diventò sempre più grande e più violento. I praghesi spaventati promisero a Rabbi Löw di smettere di perseguitare gli ebrei se avesse distrutto il Golem e lui acconsenti. Cancellando la prima lettera dalla parola "emet", la trasformò in "met" (morte), e il Golem tornò ad essere argilla inanimata. Secondo la leggenda, il Golem fu riportato di nuovo in vita dal figlio dei Rabbi Löw e potrebbe ancora oggi vegliare su Praga.

Josefov, the Jewish Quarter is very close to Old Town, but, on Saturday, all the museums and sinagogues were closed, so we had to visit them on Sunday morning.
We bought the ticket on the internet hoping to save time and skip a few queques, but instead it was worse because we had to go from one place to another to validate it and then at the entrance to every museum we had to re-explain to the puzzled staff that it was a valid ticket.
We started visiting the Old-New Synagogue, the oldest synagogue in Europe, after Scolanova synagogue in Trani. It was built in Gothic style in 1270 and reached the present day without significant changes. In addition to a place of prayer, was it also a meeting point for Jews in Prague and a refuge in times of pogroms, for example the really violent one of 1389. The most important rabbi of this synagogue was Rabbi Löw, to whom the legend attributes the creation of the golem. His seat is the one marked by the star. The story tells that in the sixteenth century the Jews were victims of constant attacks because they were unjustly accused of using human blood in their rituals. Rabbi Löw decided to protect his people by creating a giant with some clay taken from the banks of the Vltava and giving it life through a cabalistic formula that consisted in engraving on its forehead the word "emet" (Truth). The Golem obeyed the rabbi and protected the members of the community, but over time it became bigger and more violent. The frightened Prague citizens promised to Rabbi Löw to stop persecuting the Jews if he destroyed the Golem and he consented. By erasing the first letter from the word "emet", he turned it into "met" (death), and the Golem returned to be inanimate clay. According to legend, the Golem was brought to life again by the son of Rabbi Löw and still watches over Prague.


Abbiamo proseguito con la Sinagoga Maisel, una sinagoga neo-gotica risalente al 1590-1592 e ricostruita nel 1893-1905. Sostanzialmente adesso è un museo dedicato alla storia degli ebrei in Boemia e in Moravia. L'ho trovata carina, ma non entusiasmante. Nelle foto sopra vedete il tipico cappello che gli ebrei erano costretti ad indossare nel medioevo per farsi riconoscere e la tunica di uno dei tanti messia (doveva essere un uomo enorme!).

We continued with the Maisel Synagogue, a neo-Gothic synagogue dating from 1590-1592 and rebuilt in 1893-1905. Basically now it is a museum dedicated to the history of Jews in Bohemia and Moravia. I found it nice, but not exciting. In the picture above you see the typical hat that Jews were forced to wear during the Middle Ages to be recognized and the tunic of one of the many messiahs (he must have been a huge man!).


La sinagoga che ho trovato più bella è stata la Sinagoga spagnola (Španělská synagoga), una sinagoga in revival moresco costruita nel 1868 su progetto di di Vojtěch Ignatz Ullmann. All'interno ogni superficie è coperta da stupendi ed elaboratissmi motivi policromi e dorati in stile islamico. Durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi usarono l'edificio come un deposito per i beni sequestrati agli ebrei. Oggi è di proprietà del Museo Ebraico di Praga, ed è usato come museo sulla storia degli ebrei (più interessante di quello della Sinagoga Maisel) e come sala da concerto.

The synagogue that I found the most beautiful was the Spanish Synagogue (Španělská synagoga), a synagogue in Moorish Revival style, designed by Vojtěch Ignatz Ullmann and built in 1868. Inside, every surface is covered by beautiful and elaborate polychrome and gilt motifs in Islamic style. During World War II, the Germans used the building as a warehouse for properties seized from the Jews. Today it belongs to the Jewish Museum of Prague, and is used as a museum about the history of the Jews (more interesting than that of the Maisel Synagogue) and as a concert venue.

Ma la cosa che ho trovato più suggestiva e commovente del quartiere è stato il vecchio cimitero ebraico di Praga (Starý Židovský Hřbitov), fondato nel 1439, che per oltre 300 anni è stato l'unico luogo dove gli ebrei della città potevano seppellire i loro morti. Per questo nel tempo si è sopperito alla mancanza di spazio sovrapponendo le tombe. In alcuni punti ci sono fino a 9 strati di sepolture. Oggi si contano circa 12.000 lapidi, ma si ritiene che vi siano sepolti oltre 100.000 persone. Inoltre, nel muro del cimitero sono inseriti frammenti di lapidi gotiche provenienti da un cimitero ancora più antico, scoperto nella Città Nuova. Durante l'occupazione tedesca, il cimitero fu risparmiato: infatti le autorità tedesche decisero che sarebbe rimasto a testimonianza di un popolo estinto.
Le lapidi tardogotiche, rinascimentali e barocche, sono tantissime, tutte vicinissime fra loro, molte storte alcune coperte di muschio, alcune rovinate e altre ancora leggibili, con disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto: forbici per sarti, pinzette per i medici, mani che benedicono per i sacerdoti e poi animali per richiamare i vari cognomi. L'effetto è davvero suggestivo.
Fra le altre spicca la lapide del leggendario Rabbi Löw (seconda foto).

But the thing I found most striking and moving of the area was the old Jewish cemetery (Starý Židovský hřbitov), ​​founded in 1439, which for over 300 years was the only place where the Jews of the city could bury their dead. For this period they made up for the lack of space overlapping the graves. In some places there are up to 9 layers of burials. Today there are around 12,000 tombstones, but it is believed that over 100,000 people are buried there. Moreover, in the wall of the cemetery are inserted fragments of Gothic tombstones from an even older cemetery, discovered in the New Town. During the German occupation, the cemetery was spared: in fact, the German authorities decided that it would remain as evidence of an extinct people.
The late Gothic, Renaissance and Baroque tombstones, are many, all very close to each other, many crooked, some covered with moss, some ruined and some more readable, with symbolic designs to indicate the profession or the qualities of the deceased: scissors for the tailors, tweezers for the doctors, blessing hands for the ministers and animals to invoke the various surnames. The effect is really impressive.
Among the others, stands the tombstone of the legendary Rabbi Löw (second photo).

Passeggiando nel quartiere, abbiamo visto anche varie idee divertenti dedicate agli eroi locali, il Golem e Kafka. La Golem mobile mi ha fatto ridere per mezz'ora.

Walking in the neighbourhood, we also saw many funny ideas dedicated to local heroes, the Golem and Kafka. The Golem car made me laugh for half an hour.

 
Per pranzo abbiamo deciso di viziarci andando da U Modré Kachničky II, in via Ceca Michalská 434/16. Si tratta di un ristorante abbastanza lussuoso specializzato in salse tradizionali e selvaggina. Come si intuisce dal nome, esiste anche una seconda sede, che è in via Ceca Nebovidská 460/6, dalla parte di Mala Strana.
Il menù degustazione costava 870 CZK, circa 35€, e sembrava favoloso, ma abbiamo optato comunque per piatti singoli un po' per non mangiare troppo e un po' perché a Praga il servizio è lento e avevamo in programma di visitare il castello che chiudeva presto.
Ci ha accolto un cameriere molto gentile, ma anche molto simpatico e alla mano. Il locale era molto bello e accogliente, decorato con un'accozzaglia di oggetti vintage, fiori freschi, illuminazione bassa e candele ad ogni tavolo. Ci hanno subito portato pane e del burro aromatizzato.
Da bere abbiamo preso tre bottiglie di birra scura, come antipasto io ho preso un divino paté di vitello con il brandy e pepe verde avvolto in pancetta su salsa di mirtilli e la Pelosa Metà ottime rillettes di anatra su foglie di rucola selvatica e fette di barbabietole in salamoia. Poi abbiamo preso entrambi un piatto unico, lui un tradizionale arrosto di vitello con radici, rosmarino e purea di patate e io una deliziosa anatra alla griglia, con la pelle croccantissima, ripiena di pere e zenzero e accompagnata da purè di patate allo scalogno. Alla fine abbiamo speso poco meno di 30€ a testa, ma ne è decisamente valsa la pena!

For lunch we decided to spoil ourselves going to U Modré Kachničky II, in  Michalská street 434/16. It is a quite luxurious restaurant specializing in traditional sauces and game. As the name implies, there is also a second branch, which is located in Nebovidska street 460/6, on the side of Mala Strana.
The tasting menu costed 870 CZK, around 35€, and looked fabulous, but we still opted for single dishes a bit to avoid eating too much and a bit because in Prague the service is slow and we wanted to visit the castle that closed soon.
We were welcomed by a very friendly, but also pleasant and easygoing, waiter. The place was very nice and cozy, decorated with a smattering of vintage items, fresh flowers, low lighting and candles on each table. They immediately brought us bread and herb butter.
To drink we choose brown beer, as a starter I chose a divine veal paté with brandy and green pepper wrapped in bacon on cranberry sauce and my Hairy Half excellent duck rillettes on leaves of wild rocket and slices of pickled beets. Then we both choose a single dish, he a traditional roast veal with roots, rosemary and mashed potatoes and I a delicious grilled duck, with extremely crisp skin, stuffed with pears and ginger, accompanied by mashed potatoes with shallots. In the end we spent just under 30 each€ , but it was definitely worth it!

Però fra la nostra lentezza nel mangiare e il servizio discreto, ma un po' lento, siamo arrivati al castello che mancava solo un'ora alla chiusura.
Abbiamo visitato velocemente la basilica di San Giorgio (Bazilika Sv. Jiří), la più antica chiesa superstite all'interno del castello di Praga. La facciata barocca del tardo XVII secolo non ci è piaciuta molto, ma l'interno invece era decisamente interessante.

But between our slowness in eating and the discreet but a bit slow service,we arrived at the castle with only an hour left till the closing time.
We quickly visited the basilica of St. George (Bazilika Sv. Jiří), the oldest surviving church in the castle. We did not like much the Baroque façade of the late seventeenth century, but the inside instead was really interesting.

Poi siamo andati a vedere l'enorme cattedrale gotica di San Vito, la cui costruzione è iniziata nel 1344 e ripresa nel 1871 dopo una lunghissima interruzione causata dalle guerre Hussite (1419). In questa cattedrale sono state celebrate circa trenta incoronazioni di principi e re di Boemia e delle loro mogli, di cui circa quindici sono sepolti al suo interno. L'entrata nella parte neo-gotica è libera, mentre per visitare il coro, le cappelle, le tombe dei re e degli arcivescovi Boemi e la grande torre meridionale incompleta bisogna pagare un biglietto. Per fortuna quello che avevamo comprato il giorno prima era ancora valido.
Le decorazioni interne sono ricchissime, fra reliquiari, statue di varie epoche, affreschi, dorature e molto altro, ma quello che mi è piaciuto di più è stata la vetrata realizzata da Mucha, uno dei più famosi artisti Art Noveau, originario della Repubblica Ceca.

Then we went to see the huge gothic St. Vitus Cathedral, whose construction began in 1344 and resumed in 1871 after a long interruption caused by the Hussite wars (1419). In this cathedral were celebrated thirty coronations of princes and kings of Bohemia and their wives, of which about fifteen are buried inside. The entrance to the neo-Gothic part is free, while to visit the choir, chapels, tombs of the kings and archbishops of Bohemia and the great unfinished south tower you have to pay a ticket. Luckily the one we bought the day before was still valid.
The interior decorations, including shrines, statues from various eras, frescoes, gilding and more,were very rich but what I liked most was the window created by Mucha, one of the most famousArt Nouveau  artists, born in the Czech Republic.

Prima che i monumenti del complesso chiudessero alle 16 (prestissimo!), siamo riusciti a visitare solo il Palazzo Reale. E' stata una visita rapida, perché erano accessibili solo la grandiosa Sala Vladislao, in cui si tenevano addirittura tornai a cavallo, e che è stata una delle prime in stile rinascimentale nelle terre ceche e un paio di altre sale, fra cui quella della famosa Defenestrazione di Praga del 1618.
A partire dalla caduta dell'Impero Austro-Ungarico nel 1918 nel castello vivono i Presidenti della Repubblica, prima cecoslovacca e poi ceca.
Il Giardino Reale, data la stagione, purtroppo era chiuso.

Before the monuments of the complex shut, at 16 pm (early!), we were able to only visit the Royal Palace. It was a quick visit, as only the grandiose Wladislaw Hall, where were even held tourneys on horseback, and that was one of the first in the Renaissance style in the Czech lands, and a couple of other rooms, including the one of the famous defenestration of Prague of 1618, were accessible.
Since the fall of the Austro-Hungarian Empire in 1918 in the castle live the Presidents of the Republic, before Czechoslovak and after Czech.
The Royal Garden unfortunately was closed for the winter season.

 
Dopo aver girato un altro po' fra gli edifici chiusi, ci siamo rassegnati al fatto di aver sprecato gran parte del biglietto, e siamo usciti dalla parte del castello che dava su Via Nerudova, dove ci ha accolto un panorama stupendo.
Abbiamo preso una minuscola e costosa cioccolata calda, per fortuna molto buona, e ci siamo messi a passeggiare sulla pittoresca via, con edifici colorati caratterizzati da simboli particolari (violini, aragoste...). Abbiamo fatto un po' di acquisti e io sono impazzita in particolare dentro ad un negozio della Koh-I-Noor, la famosa marca ceca di materiale artistico.

After wandering a little more among the closed buildings, we resigned to the fact that we wasted much of the ticket, and we  left from the side of the castle which overlooked Nerudova Street, from where ther was a wonderful view.
We took a tiny and expensive hot chocolate,  luckily very good, and walked along the picturesque street with colorful buildings characterized by unique symbols (violins, lobsters...). We did some purchases and in particular I went crazy inside a shop by Koh-I-Noor, the famous Czech brand of artistic material.

Proseguendo abbiamo anche visto vari edifici importanti, purtroppo ormai chiusi, come la Chiesa di San Nicola.

Continuing to walk we also saw several important buildings, that unfortunately at the time were closed, as St. Nicholas Church.

Prima di tornate alla metropolitana e da lì all'autobus che ci avrebbe portato all'aeroporto, ci siamo fermati in un pub per mangiare un boccone. Abbiamo preso sidro, birra, formaggio fritto e patatine con salsa tartara, purtroppo niente di che.
Siamo arrivati presto in aeroporto, quindi ne abbiamo approfittato per comprare qualche souvenir alimentare alla Billa locale. Il nostro aereo è partito tardi perché la Easyjet ha deciso di controllare le dimensioni dei bagagli a mano, scatenando il panico fra i passeggeri italiani. Miracolosamente siamo comunque arrivati in orario, anche se poi, per un ritardo di un autobus dell'aereoporto di Malpensa abbiamo preso il treno per un soffio e ci siamo ridotti a prendere l'ultima metropolitana.
E così si è concluso un altro viaggio...

Before heading back to the subway and from there to the bus that would take us to the airport, we stopped at a pub to eat something. We took cider, beer, fried cheese and french fries with tartar sauce, unfortunately nothing special.
We arrived at the airport early, so we took the opportunity to buy some local food as souvenir at the Billa. Our plane took off late because Easyjet decided to control the size of the hand luggage, spreading panic among Italian passengers. Miraculously we arrived on time anyway, even if, for a delay of one of Malpensa airport buses, we took the train by a whisker, and we ended up taking the last subway train.
And so another trip ended...

2 commenti:

Serena S. Madhouse ha detto...

Davvero il cimitero ebraico è davvero suggestivo, ne rimasi davvero affascinata! La sinagoga lì vicino l'ho visitata anch'io, le altre no, anche a me sarebbe piaciuta tantissimo quella "spagnola"!
E mi hai fatto tornare l'appetito! Mhhh ;)-

Piperita Patty ha detto...

Praga è davvero stupenda!

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