martedì 5 aprile 2011

Ristoranti giapponesi a Milano

This post is about japanese restaurants in Milan, so I'll write it in italian. As always, if you don't understand italian, but you want some piece of advice to eat japanese in Milan write me it in the comments and I'll give you personal advice or add the translation, as you prefer.
Questo è un post di recensioni e consigli su vari ristoranti giapponesi di Milano a seconda di criteri come qualità e varietà del cibo, prezzo, servizio. Quando lo so, segnalo anche se i vari ristoranti fanno take away o accettano buoni pasto (conviene comunque controllare quest'ultima informazione per telefono). Per quanto riguarda il cibo, una base di oggettività nel giudizio è data dal fatto che sono stata in Giappone e ho provato cibo giapponese di vari livelli economici e qualitativi. Oltre a questo segnalerò sempre come punto di forza l'eventuale presenza di giapponesi nel locale.
Per giorni di chiusura, numeri di telefono, ecc. rimando ai siti dei vari locali o al buon vecchio google.
Per motivi di correttezza segnalo sempre i ristoranti in cui non sia stata almeno due volte, che quindi saranno recensiti in maniera meno affidabile. L'elenco sarà aggiornato man mano che scopro nuovi ristoranti o in caso ci siano cambiamenti in quelli già recensiti.
Con "all you can eat" intendo il pagare un prezzo fisso e poter mangiare tutto quello che si vuole. Se non indico il contrario si paga una penale per il cibo avanzato.
Se trovate errori nelle informazioni per favore segnalatemelo.

168
Viale Jenner 29
Prezzi: nei giorni feriali pranzo all you can eat a 10,90 acqua demineralizzata, caffè e dolce compresi, menù bambini sotto i 9 anni 5,90. Nei giorni festivi menù all you can eat a 12, 90 acqua demineralizzata, caffè e dolce compresi, menù bambini a 6,9. Cena sempre a 20,90 con acqua demineralizzata, caffè e dolce compresi, menù bambini a 10,90.
Buffet al centro del ristorante, bisogna alzarsi, servirsi e a volte anche fare la fila. Rifornimenti abbastanza frequenti dei cibi terminati, personale cortese, ambiente nè particolarmente affascinate nè brutto. Due set di bagni, uno singolo e uno multiplo, accessibili a disabili (ma direi che lo è tutto il ristorante, il problema in caso è dover fare continuamente avanti e indierto dal buffet).
A pranzo cucine giapponese, cinese e italiana, a cena si aggiunge quella brasiliana, tramite un omino che gira fra i tavoli offrendovi carne ancora calda da uno spiedo.
La cucina giapponese non vale la pena. Non è cattiva, ma nemmeno eccelsa e c'è poca varietà. Ai maki e uramaki california la sera si aggiungono sashimi e anguilla, ma niente di che.
Invece le cucine italiana (con eccezione della pizza che è un po'gnucca) e cinese non sono male.
Ci sono ravioli al vapore di tre tipi preparati sul momento e si può portare al banco un piatto di ingredienti che vengono cotti sul momento.
Di recente hanno eliminato la cucina wok, che secondo me era l'elemento di punta del locale, per cui ho deciso di non andarci più perché il resto non è male, ma nemmeno così buono o vario da giustificare la spesa.

Arigatou
Viale Vittorio Veneto 32
Prezzi: sul sito pare non essere segnalato, ma a pranzo con 13,90 e a cena con 20 euro e qualcosa, bevande escluse e dolci (confezionati e pochi) compresi, c'è l'all you can eat.
Ho mangiato in questo locale solo una volta, ma dubito che ci tornerò, quindi mi azzardo a recensirlo.
L'Arigatò è un ristorante giapponese a gestione cinese. Il locale stilisticamente è molto carino: una specie di fusione zen ed etnica. Peccato per l'acustica pessima, anche con il locale semivuoto non si sente niente pur non essendoci musica in sottofondo, e di solito il locale si riempie.
Il personale è scortese, mai un sorriso, bruschi e anche un po'sprezzanti.
Per quanto mi riguarda il gioco non vale la candela nemmeno sul cibo: gli ingredienti costosi e i piatti più affascinanti come ikura, gunkan e dragon roll non sono nella lista all you can eat nemmeno la sera. L'ikura in teoria ci sarebbe in versione temaki, ma quando l'ho chiesto mi hanno detto che non c'era. Rimane solo l'anguilla, che è piuttosto buona, però secondo me è stata lasciata perchè in genere non piace (infatti mi hanno chiesto varie volte se ero sicura di volerla). Vengono usati ingredienti come maionese e philadelphia e i miei tempura uramaki erano decisamente gnucchi. Le uniche belle sorpresa, oltre all'anguilla, sono state l'insalata di alghe wakame e le crocchette di patate, davvero deliziose.
Comunque non vedo perchè andare lì con il momiji abbastanza vicino, che è più economico e ha una qualità molto simile se non migliore, dei camerieri cortesi e un'acustica superiore.

Atsuki
Via Plinio 33
Prezzi: pranzo 10-15€, cena all you can eat a prezzo fisso 18€, tutto bevande escluse
A pranzo ci sono menù con prezzi piuttosto bassi e quantità e qualità abbastanza soddisfacente (anche se un po'di famina rimane...). Invece a cena la quantità è illimitata su tutti i tipi di cibi (e ce n'è una gamma piuttosto vasta), ma la qualità, almeno del cibo a buffet, è scarsa.
Ristorante in stile moderno con elementi giapponesi e pretese di ricercatezza, gestione cinese e personale cortese.
In ogni caso ammetto che l'ultima volta ci sono stata un po'di tempo fa, quindi la situazione potrebbe essere cambiata.

Bottega del Ramen
Via Vigevano 20 (vicino a Porta Genova)
Prezzi: con 15€ si mangia, e anche tanto (il menù con i prezzi è consultabile sul sito). Le porzioni sono abbondanti.
Ci sono andata una volta sola.
Il menù è molto limitato e i piatti sono semplici, senza velleità gourmet. C'è qualche antipasto, ramen di vario tipo, fra cui un'opzione fredda e una vegetariana (si può chiedere di aggiungere condimento con un sovrapprezzo), due tipi di ciotole di riso con carne (disponibili in due formati con prezzi diversi, di cui quello piccolo è molto piccolo).
Io ho provato i ravioli ripieni di maiale, manzo, verza e coriandolo normali e quelli fritti (entrambi molto buoni, anche se ho preferito i primi). Come ramen ho provato il tantan con miso piccante al sesamo, ragù di maiale e verdure grigliate, che era molto buono anche per un livello giapponese, e il paitan, cremoso con verdure grigliate, nitamago e pollo, anch'esso molto buono.
Il ristorante è molto piccolo, su due piani, con due tavoloni comuni al piano terra, da condividere con avventori sconosciuti in puro stile nipponico, e minuscoli tavolini da massimo 4 persone (ma meglio 2) al primo piano per chi volesse della privacy. Dato il numero di coperti limitato non si può prenotare.
L'arredamento è molto cool, in stile industriale, con pareti in mattoni e lampade con grandi paralumi metallici. Il tutto è ravvivato da varie piante.
Si tratta della prima apertura italiana del colosso della ristorazione giapponese Toridoll, che ha 1200 ristoranti nel mondo, di cui 900 in Giappone. Il gruppo ha deciso di espandersi nella nostra penisola sfruttando i suoi format in stile fast food, con prezzi bassi, ambiente informale e servizio rapido e si propone di aprire 15 locali in Italia entro il 2020. Dopo la Bottega del Ramen infatti, sempre in zona Porta Genova, ha aperto Tokyo Table, un ristorante con circa 100 coperti che serve 50 diversi assaggi di piatti giapponesi in stile tapas e piatti caldi a prezzi abbordabili. 


Conch Restaurant
Via Cenisio 45 (zona Sempione).
Prezzi: credo sui 25-30€ la sera. A pranzo hanno i menù a prezzo fisso.
E' un ristorante giapponese non gestito da giapponesi che fa sperimentazioni fusion.
Ci sono andata una sola volta con coupon. Quello che ho mangiato era tutto molto buono, ma non ho sperimentato i piatti più creativi che caratterizzano il locale, fra cui vari che mixano pesce e frutta, in primis il mango.
I piatti sono serviti in maniera raffinata (bellissimo il sashimi su una base di ghiaccio tritato) e anche l'ambiente è molto curato e minimalista, un po'freddo, ma decisamente elegante.
Servizio molto cortese.
E' presente musica di sottofondo, ma non tanto alta da non poter parlare tranquillamente.
Zona scomoda per parcheggiare.
http://www.conch.it/

Fukurou
Via Trivulzio 16, vicino alla fermata della metropolitana di Gambara.
Difficilissimo da prenotare perché spesso nessuno risponde al telefono, ma se ci si va senza prenotazione si rischia di venire cacciati. Sospetto discriminazione nei confronti dei non giapponesi perché tentando di prenotare per tornarci ho avuto vari episodi spiacevoli.
Per ora ci sono stata una volta sola. Prezzi abbastanza alti (abbiamo speso 38€ in 2 prendendo due menù e un tè verde). In particolare le bevande sono molto care, tanto che prendere un tè costa quanto prendere una bottiglia d'acqua da un litro. Conviene andare a pranzo, quando alcuni piatti sono disponibili come menù, con antipastini, eventuale zuppa di miso e caffè.
Qualità altissima e autenticità garantita dalla clientela giapponese.
Ci sono alcuni piatti particolari difficili da trovare altrove.
Consiglio in particolare il ramen. Ho provato quello piccante al sesamo e l'ho trovato delizioso. Non mangiavo un ramen così buono da quando ero a Kyoto. E' disponibile anche come menù con gyoza, riso alla pancetta o entrambe le cose.
Il locale è molto carino, moderno, ma caldo grazie agli arredi in legno. Sono disponibili anche tavolini all'interno di separé.

Junyue
Via Valtellina 65
Il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo dalle ore 12:00 alle ore 15:00 a cena delle ore 19:00 alle ore 23:00.
A pranzo c'è un menù all you can eat da 11,90€ (6,90€ per i bambini di altezza inferiore a 120 cm), con bevande, caffè e dessert esclusi. A cena c'è un menù all you can eat da 21,90€ (11,90€ per i bambini di altezza inferiore a 120 cm), con bevande, caffè e dessert esclusi. Il ristorante accetta ogni genere di buono pasto e svolge servizio di Take away.
Per ora ci sono stata una sola volta di sera.
Il locale è enorme e arredato in modo che mixa con un buon effetto la modernità e la tradizionale pacchianaggine da ristorante cinese con vasi "ming" e dorature varie. Non è molto luminoso.
Il servizio è alla carta.
Lo Junyue si è rivelato un'ottima sorpresa, al livello dei miei all you can eat preferiti della città, il Senju e il Nara. Per prima cosa mi ha colpito la qualità del cibo, decisamente migliore di quella dei soliti all you can eat (bisogna dire che la sera il prezzo è abbastanza alto). Poi mi è piaciuta la varietà, sia di cucine, visto che di sera il ristorante prepara piatti giapponesi, cinesi e thailandesi (a pranzo invece ci sono solo piatti giapponesi e qualche piatto cinese), sia di piatti e l'originalità di alcuni roll.
Meraviglioso l'uramaki al tonno piccante, troppo formaggio sia nell'ama ebi sia nel rotolo fritto al philadelphia. Fra i piatti thailandesi, i calamari al curry sono buoni e la zuppa di gamberi e latte di cocco ancora di più.
Come tocco finale meraviglioso per la digestione, c'è il sorbetto al limone, incluso nel prezzo del menù (suppongo solo a cena).

Take away del Mami con coupon da 19 euro

Mami
Via Eustachi 47
Prezzi: happy hour a 8€, prezzi del ristorante altini
Tutte le sere dalle 18 alle 21 il Mami, fa un happy hour con buffet giapponese. Il locale offre, oltre ai soliti cocktail, delle varianti niente male con il sakè al posto dell'alcolico tradizionale.
Ambiente molto carino, quasi da bar degli artisti: tre pareti nere e la quarta in pietra, presenza di tavolini fuori, elementi giapponesi molto sottotono. Il personale è abbastanza gentile.
Una volta l'aperitivo era a buffet, ma il locale ha recentemente cambiato gestione (per ora con la nuova gestione ci sono stata una volta sola) e ora portano un piatto a testa al tavolo, che è decisamente poco abbondante e lascia con la fame. Per questo l'ultima volta abbiamo ordinato un paio di piatti del ristorante alla carta, abbastanza buoni, ma assolutamente non al livello dei corrispettivi di altri posti, se non come prezzo. Quindi lo sconsiglio come ristorante e per un happy hour credo che allo stesso prezzo si possano trovare cose migliori.
In compenso di recente il Mami ha proposto un coupon per un take away molto abbondante e di buona qualità a 19€. Inizialmente il coupon era stato promosso tramite Groupon, ma visto il successo che ha avuto, il ristorante sta riproponendo la stessa iniziativa autonomamente, di sicuro rinnovando il coupon a chi l'aveva già comprato.

Momiji
Via Scarlatti 22
Prezzi: pranzo all you can eat a 9€, cena all you can eat a 15€ nei giorni feriali, 19€ dal venerdì alla domenica, tutto bevande escluse. Accettano i buoni pasto.
Il Momiji è un ristorante gestito da cinesi, con cucina italiana, cinese dello ZheJiang (regione da dove proviene la maggior parte della popolazione cinese che vive a Milano) e giapponese. L'all you can eat riguarda solo la cucina giapponese. La bella sorpresa è la vastissima quantità di cibi freddi e caldi e l'ottimo rapporto qualità-prezzo. Il salmone è molto buono, come pure le varie paste e i piatti caldi in genere. Sono da provare anche il maki alle alghe e quello al tobiko (uova di pesce volante). Il riso è un po'gnucco, probabilmente per saziare di più. La cosa a qualcuno dà fastidio, altri quasi non la sentono, bisogna provare. Nel menù a prezzo fisso non hanno sashimi nè frutta o dolci. Ideale come qualità e prezzo per provare o far provare la cucina giapponese la prima volta (ma in caso fate in modo che ci sia qualcuno che la apprezza che mangi eventuali avanzi per non pagare la penale).
Probabilmente la cucina cinese è ottima perchè il locale è frequentato da una gran quantità di cinesi e i piatti hanno un aspetto molto invitante.
Il ristorante è molto ampio, ma ha perso un po'di fascino con la recente ristrutturazione. Nella sala principale c'è la tv. C'è una sala per ricevimenti al secondo piano e anche un piano sotterraneo con privè. Bagni multipli, da raggiungere tramite scale.
Visti i prezzi, durante il weekend il locale in genere è affollatissimo e può capitare di dovere aspettare, ma tanto fanno orario continuato dalle 11 alle 24 (comodissimo!). Però attenzione, l'all you can eat giapponese è valido solo fino alle 15!
Personale cortese, ma ogni tanto sbaglia l'ordinazione o dimentica di portare qualche piatto (il che può essere una benedizione se avete esagerato), in più se il locale è affollato le attese sono lunghe, quindi il locale è sconsigliato se avete poca pazienza.

Nara
Via Felice Casati 25
Prezzi: pranzo all you can eat 12€, cena all you can eat 18€, bevande e dolci esclusi. Accettano i buoni pasto.
I piatti disponibili a pranzo e cena mi sono parsi simili se non identici, con la differenza che a pranzo alcuni piatti si possono prendere una sola volta.
Il locale è moderno, carino, ma abbastanza impersonale. I camerieri sono molto cortesi, anzi, alcuni direi simpatici, e il servizio è veloce.
La qualità del cibo è buona, a parte le uova di salmone che ho trovato pessime (probabilmente erano state marinate nel sakè). L'anguilla, a differenza che in altri all you can eat, pur non essendo di ottimo livello, è commestibile. Il fritto è croccantissimo, non certo leggero, ma delizioso.
La particolarità di questo ristorante è la grandissima varietà e particolarità dei piatti. Molti maki sembrano ispirati a quelli brasiliani, con salse, nachos a pezzetti, scagliette di mandorla e così via. Ha anche qualche cinese. Ci sono molte opzioni vegetariane e tante possibilità fra carpacci, tartare, insalate e pesce cotto per non mangiare carboidrati nell'improbabile caso che ci andiate pur essendo a dieta.
Insieme al 
Secondo me, insieme al Senju, è uno degli all you can eat migliori di Milano, ma è molto diverso nell'offerta, visto che il Nara ha meno piatti caldi (il Senju, specie a cena ne ha tanti, soprattutto cinesi), ha piatti "giapponesi" più particolari e ha un'offerta vegetariana decisamente maggiore.

Noodles dell'Italian Noodles
Italian Noodles
Via Vigevano 33, a Milano, vicinissimo alla stazione di Porta Genova.
Il ristorante fa consegne dalle 12:30 alle 14:30 e con un sovrapprezzo di 5€ più IVA (a meno di non superare i 35€) dalle 19:30 alle 22:30. A pranzo le consegne per gli uffici sono gratuite. Il servizio non copre tutta la città, ma solo una certa zona. Non accettano carta di credito, ma a pranzo prendono vari buoni pasto.
E' un piccolo locale con qualche tavolino sulla strada, specializzato in noodles di vari tipi preparati con ricette fusion che mescolano Italia e Giappone (con una punta di Thailandia). Affianco a pochi piatti tipici come il ramen (che una mia amica giapponofila mi ha detto non essere particolarmente saporito), il pad thai, alghe wakame e involtini primavera, troviamo tutta una serie di noodles, maki e onigiri fusion molto interessanti, fra cui anche i maki dolci (che in realtà sono semplicemente dolci a forma di maki). Fra le bevande si trovano anche birra e tè giapponesi. Ci sono anche opzioni vegetariane e vegane.
I prezzi (considerata la zona e l'originalità del locale) sono abbastanza convenienti, soprattutto se si prende un piatto di noodles: le porzioni riempiono e si resta sui 10€. Più costosi antipasti, e maki (4 pezzi costano circa 5-6€).
Per ora ci sono stata due volte e ne sono rimasta soddisfatta. Ho provato i noodles sea weed, composti da tagliolini al nero di seppia saltati con salsa di ostrica e condito con alghe wakame, gamberi in tempura e tobiko, che mi sono piaciuti tantissimo. Ho assaggiato i crunchy, un piatto piuttosto vicino alla carbonara, buono, ma pesantuccio e i Jango (piccantissimi) e gli Zenji, tutti buoni, ma niente di eccezionale.
Ho provato anche due tipi di maki, quelli alla bresaola (inaspettatamente buoni) e quelli alla tartare di salmone (molto buoni!) e gli onigiri vegetali (il sesamo al wasabi era un tocco di classe).
Il personale non è mai stato apertamente scortese, ma la seconda volta si è comportato come se lo stessimo infastidendo.

Itouke
Via Giovanni Pier Luigi da Palestrina 9
Prezzi: all you can eat a pranzo se si mangia dal buffet (che non sembra molto ricco o molto invitante) 6€, alla carta 12,80€, a cena alla carta 18,80€. In ogni caso le bevande sono escluse. Accettano i buoni pasto.
Al momento ci sono stata solo una volta.
Menù consultabile sul sito, purtroppo incompleto. Tenente conto che per polpa di granchio si intendono i surimi. I migliori sono i piatti caldi perché sono ben fatti e alcuni, come la frittata ripiena di riso, sono difficili da trovare altrove. Invece per quanto riguarda gli uramaki condivido la critica che ho letto su varie recensioni: ci mettono troppo riso, probabilmente per saziare, quindi quasi non si sentono gli altri sapori. In più le preparazioni sono molto "moderne", con philadelfia e maionese a profusione, per cui se siete dei tradizionalisti potreste non apprezzare. La qualità in generale non è malaccio, ma neppure eccelsa, si attesta sulla media degli all you can eat giapponesi a gestione cinese.
L'ambiente non è incredibile, sarebbe stato preferibile il minimal agli orrendi quadri retroilluminati di vulcani appesi alle pareti, però è pulito e confortevole.

Jubin
Via Paolo Sarpi 11, ma c'è un'entrata anche da via Bramante
Prezzi: piuttosto bassi, con 15€ si mangia un sacco. La cucina giapponese costa più di quelle cinese e vietnamita, ma è un po'più economica del prezzo standard.
La cucina giapponese non è cattiva, ma è scarsina. Per gli estimatori, però, hanno le barche. Le cucine cinese e vietnamita invece sono ottime, consiglio piuttosto quelle. La qualità della cucina cinese è assicurata dal fatto che il locale è al centro della chinatown milanese ed è frequentato da cinesi.
Locale ampio e confortevole, con acquari. Alcuni tavoli hanno una piattaforma girevole per passarsi i piatti e assaggiare un po'di tutto, un'idea davvero geniale!
Servizio un po'sbrigativo (spesso il locale è piuttosto affollato, anche se in genere il posto si trova), ma cortese. Bagni multipli, da raggiungere tramite scale.
I piatti che mi sono piaciuti di più le varie volte che ho mangiato al Jubin sono stati il pollo fritto, l'anatra bambù e funghi, i tagliolini in brodo d'anatra (lo sapevate che il ramen viene dalla Cina?), gli involtini vietnamiti e la frutta caramellata, che però viene fatta solo in alcuni giorni.

Kiyo
via Ravizza 4
Prezzi: fascia medio-alta, conto sui 25-40€ minimo a seconda che si prendano bibite particolari, vari piatti o il dolce. Il menù con prezzi è disponibile online.
Per ora ci sono stata una volta sola. Di fianco al Kiyo c'è un ristorante chic italiano con la stessa gestione, sempre con prezzi alti e piatti dall'aria appetitosa.
Il cibo era ottimo. Il sushi da 14 a 22€ secondo me, nonostante contenga un gambero crudo, non vale la pena perché 6 pezzi sono mini maki al salmone. Anche il tempura a 3€ mi è sembrato avere un prezzo troppo alto (quello di zucca contava tre pezzi). Invece ho trovato lo chirashi (18€) soddisfacente come rapporto qualità/prezzo, perché a fronte di una porzione standard contiene ingredienti pregiati come il caviale di salmone e la seppia. Con il piatto principale almeno a pranzo vengono aggiunti dei contorni. Con il sushi portano zuppa di miso e insalata, con lo chirashi zuppa di miso e un antipastino. I dolci costano quasi tutti 7€. C'è una varietà non incredibile, ma interessante sia occidentale, sia giapponese, sia mista. Ho assaggiato solo la cheesecake e, anche se non sono una grande estimatrice di questo genere di torte, devo ammettere che era deliziosa.
D'estate ci sono dei tavolini all'esterno molto gradevoli. Il servizio è cortese e attento.
Ne sono rimasta molto soddisfatta, ma ci sono altri ristoranti in cui si mangia altrettanto bene o anche meglio con prezzi più contenuti, almeno a pranzo. Secondo me quello per cui si paga così tanto è l'ambiente elegante, ma non freddo, con un vago tocco shabby chic, che in effetti è perfetto per un pranzo romantico di livello, ma è adatto anche ad un pranzo d'affari.

Oasi giapponese
Via Montecuccoli 8
Prezzi: pranzo 15€, cena sui 25? (non ci sono mai stata a cena). Menù con prezzi consultabile sul sito (ottima cosa)! Fanno take away. Accettano solo i ticket restaurant e solo a pranzo
Cuochi giapponesi. Personale gaijin (non giapponese) molto cortese. Frequentato da giapponesi (il locale è anche piuttosto vicino alla scuola giapponese). Il ristorante è abbastanza piccolo, quindi è consigliata la prenotazione, almeno nei weekend. Include anche una piccola vendita di alimentari giapponesi, e, meraviglia delle meraviglie, una libreria con manga in giapponese che si possono leggere liberamente, come in un manga cafè.
L'unico bagno è delizioso, ampio e pieno di piante.
La cucina, fra tutte quelle di Milano è forse la più vicina a quella autentica giapponese. C'è una grande quantità di piatti che in genere negli altri ristoranti non si trova, come okonomiyaki, takoyaki...ci sono anche moltissimi piatti fatti con la ventresca di tonno e il locale prepara perfino gli osechi, i piatti tipici di capodanno. A pranzo ci sono vari menù anche a 10€. La qualità dei piatti di pesce e riso è veramente ottima, e sono molto buoni anche gli okonomiyaki (anche se forse un po'più mollicci di quelli giapponesi), ma attenzione perchè il ramen, sia miso sia shoyu, è scarsino.

Orba
Viale Abruzzi 19
Vedi Senju

Poporoya
Via Eustachi 17
Prezzi: 20€, non ci sono praticamente differenze fra pranzo e cena. Prendono i buoni pasto sempre, ma hanno recentemente ridotto la gamma di quelli che accettano. Non si paga il coperto e il tè è gratis, però i prezzi ultimamente si sono alzati: chirashi e sushi costano ognuno 15,50€. Fa take away di qualità corrispondente a quella del locale, quindi ottima, ma ovviamente senza extra come la zuppa di miso e il tè gratis.
Gestione giapponese. E' il ristorante giapponese più vecchio di Milano e quello dal look più autentico, infatti è costituito da una saletta minuscola con 4 tavolini e il bancone dietro a cui lavora il simpaticissimo tagliatore Shiro, una delle attrazioni del locale. Nella pratica questo vuol dire che spesso si formano lunghe code, quindi si viene scacciati appena finito di mangiare e ci si può ritrovare allo stesso tavolo con degli sconosciuti.  Di recente ha subito una ristrutturazione diventanto meno pittoresco, ma più pratico, il che, considerando le file chilometriche nei giorni di punta, aiuta.Sconsigliatissimo per grandi gruppi, ideale per 2-3 persone dotate di molta pazienza. Il personale è cortese, ma fa fermamente rispettare l'obbligo di alzarsi appena finito per lasciare il posto agli altri. E' costituito da gaijin e giapponesi. Il bagno esiste, ma è minuscolo. In genere viene diffusa una stazione radio italiana.
La qualità del cibo è assolutamente ottima. Lo chirashi è il più buono di Milano. Con chirashi e sushi viene anche servita una ciotolina di zuppa di miso. Adoro mangiare lì anche ikura temaki e mentaiko (che costano 7€ ciascuno). Il menù esiste, ma non è molto chiaro cosa ci sia o non ci sia in realtà, quindi la varietà è scarsa finchè non si scopre da un vicino l'esistenza di un nuovo piatto. Inoltre ogni tanto Shiro si rifiuta di preparare certi piatti, ma cercare di convincerlo fa parte del fascino del locale.
Il Poporoya è sporadicamente frequentato da giapponesi. Il locale è ache un piccolo supermercato giapponese, fortemente sconsigliato visti i prezzi: le stesse cose si trovano a meno in alimentari orientali più generici (ce ne sono molti in Paolo Sarpi, ma anche in molte altre zone) ad un prezzo estrememente inferiore.
Distribuzione gratuita del giornale dei giapponesi in Italia, il "come va?" e ciotola di caramelle gratis in cassa (consigliate le Kopiko al caffè).
http://www.poporoyamilano.com/poporoya-sushi-ya-negozio

Ramen House
Viale montenero 62
I prezzi sono senz'altro accessibili, i dim sum costano fra il 3 e i 6,5€ e i ramen costano fra gli 8 e gli 11€.
Ramen House, un ristorante e sakè bar specializzato in ramen e dim sum.
I dim sum sono buoni, ma non eccezionali, i wan tan migliori che abbia mai mangiato a Milano rimangono quelli del Kota Radja.
Il ramen invece è veramente ottimo, migliore di tanti che ho mangiato in Giappone. L'unico ramen all'altezza di questo a Milano è quello di Tomoyoshi Endo e l'unico superiore quello di Fukurou.
La Ramen House permette di scegliere la pasta del ramen fra spaghetti di riso, spessi spaghetti udon e tagliolini all'uovo. Anche per questo, secondo me, offre un ramen più vicino all'originale cinese che alla versione giapponese, che in genere usa solo tagliolini all'uovo (l'udon è considerato un altro tipo di zuppa). La diversa pasta può comportare una differenza anche di sapore, il ramen al maiale arrosto nella versione con spaghetti di riso conteneva dello zenzero che nella versione con i tagliolini all'uovo non era presente.
Il locale è moderno, pulito e accogliente, elegante in maniera un po' fredda a causa dell'arredamento bianco e nero. Il bagno è pulito e accessibile anche in sedia a rotelle. Il servizio è cortese e piuttosto veloce. Nel finesettimana  il locale potrebbe essere affollato, meglio prenotare.


Ramen del RestaurantOne
ResturantOne
via Gallarate 427 a Milano (non comodissimo senza una macchina)
Prezzi sui 10-30€, menù a pranzo. Fa take away e servizio a domicilio.
Ci sono stata una sola volta con un coupon.
Il ristorante fa parte di una catena presente anche a Londra, Shangai, Tokyo e New York (almeno, così dice il sito). Una cosa molto divertente è che si può avere la tessera fedeltà e raccogliere punti (in stile supermercato) per avere premi dal negozio online. Ebbene sì, esiste anche il negozio, che vende soprattutto stoviglie.
Il locale è molto cool visto che al classico minimal chic giapponese aggiunge pad per ordinare e pulsanti per chiamare i camerieri, ma riesce a non risultare freddo grazie all'aggiunta di elementi in legno fra cui spiccano i bellissimi piatti e bicchieri. L'ho trovato particolarmente adatto ad una cena di lavoro, ma direi che si adatta facilmente a ogni occasione.
Il menù ha una vasta selezione di piatti, ma la caratteristica distintiva del ristorante è la presenza di vari tipi di ramen. Purtroppo manca una versione vegetariana, visto che il brodo è sempre preparato con osso di maiale. Ho provato il miso ramen e il ramen di manzo. In entrambi la carne era ottima e i tagliolini probabilmente erano fatti a mano. Invece il brodo era un po' sciapo, quello al miso si salvava per la presenza appunto del miso che è naturalmente salato.
Abbiamo preso anche del sushi misto. La qualità era media (forse addirittura bassa, per una gestione giapponese) e gli uramaki (surimi, tonno in scatola, insalata e avocado) non ci hanno convinto.
In ogni caso era tutto più che commestibile.
Servizio cortese e abbastanza veloce. Caramelle in cassa.
Se non fosse complicato da raggiungere senza macchina vorrei tornarci per provare i menù del pranzo, che mi sono sembrati piuttosto ricchi, anche se economici.

Sakura
Viale Marelli 222, Sesto San Giovanni, facilmente raggiungibile dalla fermata della metrò rossa di Sesto Marelli
Prezzi: bassi a pranzo (10-15€ uscendo sazi) e in ogni caso più bassi della media di un paio di euro, a pranzo accettano vari tipi di buoni pasto. Il menù con i prezzi è consultabile online (cosa che apprezzo sempre): menù online 
Per ora ci sono stata una sola volta.
Il locale è molto carino, con un ambiente principale decorato in modo gradevole e un separè rialzato con qualche tavolino. La gestione è cinese. 
Il menù pranzo da 10€ comprende un antipastino, un'insalata gigante, un piatto a scelta fra quelli in elenco, riso cantonese e caffè: per il prezzo che si paga si esce decisamente sazi e la qualità nel complesso è buona. Il taglio del pesce non è raffinatissimo, le fette sono belle spesse, ma considerando che il pesce è buono lo spessore non toglie niente alla goduria, anzi.
Al Sakura c'è la possibilità di prendere un piatto alla carta trasformandolo in menù con l'aggiunta di 2€ al prezzo base, il che mi è sembrato molto piacevole perché spesso i piatti in menù sono noiosetti. Fra i vari piatti che abbiamo preso, il sushi alla carta era il meglio presentato, con anche un gunkan e un uramaki di riso nero.

Senju
Viale Abruzzi 19
Prezzi: medio alti, la sera fanno all you can eat a 18, 90€, a pranzo a 12€, bevande e dolci esclusi, ma caffè compreso.
Adesso accettano anche i buoni Pellegrini, che prima non prendevano, sia a pranzo sia a cena, ma è comunque meglio informarsi prima.
E' il vecchio Orba che ha chiuso e riaperto come Senju. A parte l'arredamento più raffinato (è finalmente sparito il tapis roulant usato per portare i piatti ai tavoli, che non andava da anni), sostanzialmente è cambiato poco: il menù all you can eat costa un po'meno a pranzo e a cena un po'di più.
Il personale (cinese) per fortuna è sempre lo stesso, i piatti anche, anche se ce n'è qualcuno nuovo e l'impronta fusion è più evidente con l'aggiunta di vari piatti cinesi. Nel contesto i maki con maionese/philadelphia/tabasco o altri ingredienti poco "autentici" stonano decisamente meno.
Bisogna provare la nuova versione di maki e temaki con il tempura, che è davvero buona. Attenzione perché alcuni piatti sono fuori menù.
Secondo me, insime al Nara, è uno degli all you can eat migliori di Milano, ma è molto diverso nell'offerta, visto che il Senju ha più piatti caldi, soprattutto cinesi), piatti giapponesi più standard e un'offerta vegetariana decisamente più limitata.

Shiro
Via Eustachi 20
Prezzi: sui 20-30€, a pranzo ci sono i menù
E' il locale gemello del Poporoya, è dall'altra parte della strada e alcuni piatti sono preparati dallo stesso tagliatore, il maestro Shiro. E' molto più spazioso del poporoya, ci si può andare in tanti e si può rimanere a chiacchierare anche quando si è finito di mangiare, in compenso il coperto si paga e la differenza si sente. Inoltre il tagliatore del locale è di livello inferiore a Shiro (anche se qualche piatto lo prepara lui stesso).
A pranzo ci sono i menù, fra cui quello con il piatto del giorno che, come spesso accade è il più economico, che varia a cadenza settimanale. Il lunedì ci sono i takoyaki (palline di polipo in pastella), che a quanto pare sono molto buoni.
Servizio cortese, arredamento minimal-zen, atmosfera un po'fredda e pretenziosa. Con il Poporoya di fronte secondo me non ne vale la pena (a meno di non volere i takoyaki).


Il chirashi special del Sapporo
Sapporo
Piazza Don Mapelli 9, Sesto San Giovanni (Mi), a pochi passi dalla fermata della metrò di Sesto San Giovanni
Prezzi: pranzo sui 15-20€, cena sui 25€, accettano i buoni solo a pranzo
Locale ampio che ha oltre ai normali tavoli anche dei privè da circa 4 persone in stile giapponese, molto carini, perfetti per una cena romantica. Ambiente moderno con soprammobili giapponesi e musica giapponese.
Personale tutto giapponese, molto molto cortese. La qualità del cibo è davvero ottima e c'è una grande varietà, è davvero difficile scegliere. A pranzo ci sono vari menù che vanno dagli 11 ai 20€ circa con bevande escluse. Il menù oltre al piatto principale include due antipastini, la zuppa di miso, la frutta e se avete il sashimi anche una ciotola di riso bianco.
I piatti migliori che ho mangiato lì sono lo chiarashi special, il dragon roll (uramaki di anguilla avvolto in fettine di avocado), il tiger roll (uramaki di tempura di gambero avvolto in salmone), il piatto sapporo (44€ per due persone, ma è molto buono e ricco), ma anche il semplice gyudon (una ciotola di riso con carne e condimenti vari, consigliata se avete pochi soldi e tanta fame) e il gelato di riso.
Ciotola di caramelle gratis in cassa.
Trovate altre foto dei piatti qui.

Shamo
via Papiniano 16 (vicino alla fermata della metrò verde Sant'Agostino)
L'all you can eat a pranzo costa 11,90€ e a cena 20,90€, sempre dolci e bevande esclusi. Si può anche ordinare alla carta. Per ora ci sono stata una volta sola.
Il ristorante è grande e moderno, con una veranda con vari tavoli.
Il servizio è cortese, ma un po' lento e non sempre sul pezzo, anche se sono arrivati tutti i piatti. La cucina è giappo-cinese-italiano con una prevalenza di sushi.
Ho provato solo la cucina giapponese e un paio di antipasti cinesi. Mi ha stupito la totale assenza di anguilla. In compenso è presente l'astice. Il pesce è buono, ma non eccezionale. Il ristorante compensa proponendo piatti originali fra cui tantissimi urmaki, un temaki di carta di riso con l'astice, due tipi di sushi burger e dei favolosi gamberi croccanti.
Il menù è consultabile online. Alcuni piatti con l'opzione all you can eat si possono ordinare solo una volta.
Per lo stesso prezzo o poco più a cena a Milano ci sono all you can eat migliori (Senju, Wu, Nara), sono in altre zone, quindi è comunque un'opzione interessante se ci si trova vicino a via Papiniano. Bisognerebbe provarlo a pranzo (magari in un giorno di mercato: combo ideale, sushi e shopping!).

Shokuji Tei
Piazza Bande Nere (vicinissimo all'omonima fermata della metrò rossa, uscita Legioni Romane).
Non accettano buoni pasto, ma prendono la carta di credito.
Fanno take away (ma non consegnano a domicilio) e hanno anche una piccola vendita di alimentari giapponesi!
Il locale è piccolo, con una saletta caratteristica da tipico ristorantino di strada giapponese e una più grossa, ma meno affascinante. D'estate c'è anche una "terrazza" all'esterno.
Per ora ci sono stata una volta sola provando vari piatti. Il rapporto qualità prezzo è veramente ottimo: con 20€ a testa ci si riempie da scoppiare, complice l'antipasto gratuito, la zuppa di miso che è gratuita con certi piatti e la frutta gratuita. Ovviamente si può anche spendere un po'meno, ma mi sento di dire che difficilmente si resta sotto i 15€. Il the è gratuito e se ne può chiedere quanto si vuole.
Il responso generale è stato molto buono. Anche se ci sono locali con pesce ancora migliore, il tocco autentico si sente. La selezione di piatti non è male (c'è anche il soba, che non si trova così spesso), ma nemmeno così ampia. Nota di merito per la specialità del locale, i wasabi maki, maki con tonno e una salsa di piccantissimo wasabi. Sono buonissimi, ma ovviamente li consiglio solo ai più resistenti.

Sumire
Via Varese 1 (Moscova)
Non è economicissimo, ma è meno costoso di tanti altri e in ogni caso la qualità lo giustifica. In più a pranzo ha dei menù molto abbordabili (si può stare sotto i 15€), con molti dei piatti che si trovano anche a cena, che includono anche un antipastino, acqua e caffè. A cena credo si spenda dai 20€ in su.
L'interno è piccolo (meglio prenotare ) e moderno. Il servizio è cortesissimo.
Fa vera cucina giapponese di alta qualità. Anche se ci sono andata una volta sola l'ho trovato ai livelli di Endo e Poporoya che secondo me sono i ristoranti migliori di Milano. In più hanno vari piatti particolari, difficili da trovare altrove. Consiglio il sake abura ikura don (riso ricoperto di salmone alla fiamma e uova di salmone). In giro si trovano spesso ottimi piatti con sashimi di salmone e uova di salmone, ma la cottura alla fiamma del sashimi gli dava un sapore delizioso davvero speciale.
Qui trovate le foto del menù: https://www.zomato.com/it/milano/sumire-moscova-milano/menu
http://www.ristorantesumire.it/

Tomoyoshi Endo
Via Vittor Pisani 13
Prezzi: pranzo sui 15-20€, a cena prezzi molto alti. Credo prendano i ticket restaurant.
Uno dei ristoranti giapponesi migliori di Milano, e uno dei più vecchi anche se nel frattempo ha cambiato gestione. Tutto il cibo è veramente ottimo e assolutamente autentico, infatti il locale è molto frequentato da giapponesi. A cena ha prezzi proibitivi, ma a pranzo è accessibile a tutti grazie a menù che vanno dagli 11 ai 17,50€. Il tè è gratis e il caffè incluso, (in alternativa al gelato al tè verde), se si vuole bere altro bisogna pagarlo. A pranzo non si può ordinare fuori dai menù, che sono sempre gli stessi: sushi, sashimi, tempura, bento (un po'di tutto nella classica scatola laccata) e il piatto della casa (spesso è il ramen). I menù sono molto molto ricchi, per cui c'è addirittura gente che avanza del cibo. La composizione non è fissa ma varia a seconda del piatto principale, il più ricco probabilmente è il menù bento. Con tutti i menù, tranne quelli con la pasta in brodo, è servita la zuppa di miso e con tutti i menù, tranne il bento, sono serviti l'insalata e un piattino con delle verdure cotte o un antipastino. Con zuppe e bento viene servita una ciotola di riso bianco. Con il sushi viene servito anche un particolarissimo budino salato all'uovo con dentro un ingrediente di stagione, che per il resto avevo mangiato solo in un locale di alto livello in Giappone.
Arredamento abbastanza minimal, con varie decorazioni tradizionali giapponesi che riescono a non essere kitsch e al contempo a dare al locale un'aria "vera". Locale ampio su due piani, il piano superiore è più buio, ma c'è un acquario. Cucina a vista. Bagni multipli in stile giapponesizzato (ma per fortuna non giapponese, in Giappone di solito hanno turche minuscole) da raggiungere tramite scale.
Distribuzione gratuita del giornale dei giapponesi in Italia, il "come va?".
Personale tutto giapponese e molto cortese, fra cui spicca un anziano signore pelato perennemente in smoking.
Ci sono altre due sedi della catena Tomoyoshi, ma ho provato solo il Tomoyoshi Sacco.

Menù chirashi, piatto del giorno, uovo in camicia, insalata e antipastino al Tomoyoshi Sacco

Tomoyoshi Sacco
Via Luigi Sacco 4 (vicinissimo alla fermata De Angeli della metrò rossa)
Prezzi: pranzo sui 15-20€, a cena non so, ma temo prezzi molto alti. Credo prendano i ticket restaurant.
Fa parte della catena Tomoyoshi, come l'Endo, e la formula è molto simile. Infatti a pranzo ha menù che vanno dai 13 ai 17,50€. Il caffè è incluso, (in alternativa al gelato al tè verde), e anche il the caldo è compreso nel menù, se si vuole bere altro bisogna pagarlo. A pranzo non si può ordinare fuori dai menù, che sono sempre gli stessi, a parte il piatto del giorno che varia di volta in volta. Rispetto all'Endo i menù sono leggermente diversi, infatti ci sono il menù chirashi, il menù pollo teriyaki e se non sbaglio il menù salmone alla griglia, ma manca la pasta. I menù sono molto molto ricchi e qui al posto del budino all'uovo servono un uovo in camicia talmente buono e particolare che l'ho mangiato anch'io che odio le uova. La qualità, come ci si può aspettare da un ristorante "gemellato" con l'Endo è straordinaria, infatti è frequentato anche da giapponesi, ma aggiungo una nota di merito anche per l'ambiente. Il locale sembra un incrocio fra un sushi bar e un pub inglese: colori caldi e un bancone a cui ci si può sedere per guardare i sushiman preparare i piatti, affiancato da un bancone bar con scaffali pieni di bottiglie. Pareti rosse e luci calde completano l'atmosfera accogliente (il massimo è provarlo in un giorno di pioggia).
Per quanto riguarda il servizio ho avuto un'esperienza estremamente positiva in settimana e due così così di sabato perché il ristorante era pienissimo e i camerieri e i cuochi non riuscivano a tenere dietro alle ordinazioni ed è capitato anche che si confondessero sbagliando tavolo o dimenticando di portare salviettine  e menù all'inizio.

Toyama
Viale Misurata 18 a Milano.
C'è la possibilità di scegliere fra due menù all you can eat a 10,90€ o 12,90€ a pranzo e a 16,90€ o a 18,90€ a cena, coperto, bevande e dessert esclusi. C'è anche la possibilità di ordinare alla carta o take away.
Il locale è ampio e moderno, sui toni del rosso e del nero, con una decorazione sobria. Il personale era gentilissimo.
Il menù più economico non è particolarmente vario od originale, quello più caro è un pochino più interessante e a cena include anche qualche piatto thailandese, prevalentemente al curry rosso.
Niente è cattivo, niente eccezionale. Un buon livello medio, con un rapporto qualità prezzo validissimo a pranzo. A cena per lo stesso prezzo si può trovare di meglio (ma anche molto peggio).

Wu
Via Dolci 28
Prezzi: alla carta cena sui 20-30€. A cena all you can eat a 22,90€ più coperto di 2€, bevande escluse.
A pranzo ci sono menù più accessibili, che però non ho ancora provato. A pranzo il ristorante  accetta buoni pasto di qualunque tipo.
Ristorante giapponese a gestione cinese. Il menù è un volume gigante, pieno di fotografie. Infatti c'è un'enorme varietà di piatti, fra cui alcuni molto particolari. C'è una scelta molto ampia e ci sono tantissimi piatti interessanti, soprattutto gli uramaki speciali e i gunkan. Alcuni esempi sono gli uramaki al nero di seppia, il tris di tartare, i tramezzini di sushi, gli uramaki "involtino primavera", quelli croccanti... Ci sono anche vari piatti cinesi.
Un altro difetto però è che tanti piatti (per esempio tartare e gunkan) si possono prendere una sola volta e alcuni sono addirittura a scelta (per esempio bisogna scegliere un solo tipo di tartare).
La qualità mi è parsa molto buona. I prezzi a cena forse sono un po'alti, ma credo dipenda anche dallo stile del ristorante, minimal ed elegante, forse addirittura un po' pretenzioso, adatto quindi anche a cene romantiche stilose o a pranzi d'affari.
Il servizio mi è parso efficiente.

Wu Taiyo
Via Plinio 72
Prezzi: pranzo sui 10-15€, cena sui 15-25€.
Ristorante cinogiapponese a gestione cinese. C'è una grande varietà di piatti di entrambe le cucine. Qualità buona ma non eccelsa, buon rapporto qualità-prezzo.
Di recente per il pranzo ha inaugurato un sistema di menù molto interessante: si sceglie un piatto principale cinese o giapponese da un'ampia selezione. Il costo del menù è il costo del piatto principale. Dopodichè si sceglie un'insalata (particolarmente buona quella alle alghe piccanti, anche se alcuni la trovano un po'viscida) e un altro piattino (che può essere la zuppa di miso) da altre due sezioni del menù. Oltre a piatto principale, insalata e piatto secondario viene serivito un antipastino e il "piatto del giorno" che sostanzialmente è un altro antipastino e la frutta. Quindi un pasto abbondante e variato viene a costare davvero poco! Però non ho ancora ben capito se le bevande sono a parte o il tè verde è incluso con una particolare scelta del menù.
Invece a cena non ne vale del tutto la pena perché, sebbene la qualità sia nettamente superiore a quella dei classici giappocinesi, allo stesso prezzo ci si può permettere un ristorante giapponese autentico come il poporoya.
Ambiente decorato alla giapponese, personale molto cortese. Sotto Natale-capodanno danno ai clienti regalini che vanno dall'agenda, al calendario, al set di bacchette a seconda dell'anno.
Ci sono altre due sedi della catena Wu. Ho provato una volta quello in via Adige e sono stata abbastanza soddisfatta. Mi pare che a pranzo abbiano menù diversi dalla sede di via Plinio. Il locale è grande e in stile moderno, con ideogrammi giganti sulle pareti.
In ogni caso l'ultima volta ci sono stata un po'di tempo fa, quindi la situazione potrebbe essere cambiata.


Lo Space shuttle dello Yoji

Yoji
via Timavo 78, Sesto S. Giovanni.
Prezzi a cena sui 30€. A pranzo menù che vanno dai 10 ai 15€ circa e prevedono offerte molto interessanti, ma che purtroppo sono solo dal martedì al venerdì. Coperto 1€.
La posizione è un po'scomoda, difficilmente i non automuniti potranno arrivarci.
La cucina è gestita da giapponesi. La qualità della cucina e degli ingredienti ci è parsa molto alta e in generale siamo stati molto molto soddisfatti.
Nel menù ci sono in permanenza piatti che in altri ristoranti mancano o appaiono solo occasionalmente, come takoyaki, ramen, okonomiyaki, e qualche dolce giapponese. In più ogni giorno ci sono piatti extra non segnati sul menù.
Tuttavia, gli unici tocchi di vera originalità sono i roll, che godono di ottima fama e sono effettivamente piuttosto buoni, ma più che giapponesi sono fusion. Infatti, oltre a prevedere la solita commistione di ingredienti come philadelphia, maionese e quant'altro, alcuni sono stati creati in collaborazione con i clienti più assidui del locale da cui hanno poi preso il nome. Mi è piaciuto molto lo space shuttle roll. Fra i piatti del giorno a volte si possono trovare anche altre note di originalità.
Oltre ai roll sono celebri anche i dolci dello Yoji. Io ho provato dei mochi (normali) e una coppa di gelato che effettivamente era molto particolare e molto buona (e molto costosa).
Il particolare chirashi spice, uno chirashi con tartare di salmone piuttosto piccante, nonostante le pretese di originalità, mi ha ricordato quello del Poporoya (in cui lavorava parte del personale), anche per l'ulteriore tartare che sbuca "a sorpresa" da sotto il riso. Comunque è più piccante e la tartare è più abbondante.
Uniche note veramente negative sul cibo: in menù ci sono alcuni piatti con il granchio, che costano anche abbastanza, ma in cui in realtà vengono utilizzati i surimi. Attenzione!
In più la fornitura di pesce non è costante, ma focalizzata sul weekend, quindi in settimana potrebbero non esserci dei piatti in menù.
L'ambiente ha un'atmosfera autentica, intima e originale, fra legno, oggetti della tradizione giapponese, manga in lingua originale a disposizione del pubblico, luci soffuse e tavolini che riescono a sembrare isolati pur essendo a breve distanza gli uni dagli altri. Tuttavia proprio questa atmosfera potrebbe renderlo inadatto a eventi formali. Il servizio è gentilissimo.

Zazà Ramen
via Solferino 48, a Milano.
Ristorante hipster di ramen con contaminazioni italiane, prezzi medio-alti, sui 30€ a testa (quasi scandaloso visto l'arredo finto povero e il cibo che in Giappone è molto economico, ma si giustificano con un locale e un target molto trendy e un'ottima cucina). Per ora ci sono stata una sola volta.
Il nome del locale deriva dal soprannome italiano dell'Ispettore Zenigata, che nei cartoni animati di Lupin III si vede spesso mangiare instant noodles. Nonostante il riferimento pop, il ramen di Zazà non è affatto il ramen da poveracci di Zenigata e nemmeno l'economico cibo da strada giapponese, ma una versione nobilitata e molto chic, che rispetta la tradizione giapponese, ma con attenzione agli ingredienti della cultura gastronomica italiana. D'altra parte gli ideatori di Zazà Ramen sono nientemeno che Brendan Becht, uno chef di fama internazionale, e Kevin Ageishi, un imprenditore giapponese. I due hanno optato per uno stile che non riporta alcun elemento dell’iconografia classica giapponese sia per il simbolo del locale, sia per l'arredamento dello stesso, affidato allo studio Vudafieri Saverino Partners, che utilizza materiali naturali (per esempio i tavoli sono in legno) e un'illuminazione modernissima per un risultato minimal chic, ma non freddo. L'unica concessione alla pacchianaggine pop nipponica sono i piatti di ramen in plastica appesi in vetrina.
Zazà collabora anche con artisti contemporanei che espongono sulle pareti del locale. In ordine finora sono stati David Tremlett, Kees de Goede, Antonello Ruggieri e Matteo Ceretto Castigliano (i loro profili si possono consultare qui: http://zazaramen.it/art/). Detto questo, non ci si stupisce più che i prezzi siano così alti, ma che non lo siano di più.
L'atmosfera è giovane e alla mano (ci sono grandi tavoli con panche a cui sedersi insieme a emeriti sconosciuti). Il servizio è molto cortese.
Il bagno è accessibile ai disabili e ha un buffo pentolone al posto del lavandino.
La luminosità è scarsa (per una questione di atmosfera) e l'acustica non è ottima.
Nota di merito per il menù con i prezzi disponibile online (http://zazaramen.it/it/menu-it/ramen/).
Il coperto è di ben 2,5€. Per quanto riguarda i piatti, la scelta non è vastissima: ci sono quasi 15 antipasti, di cui molti difficili da trovare in Italia, i ramen, divisi in fissi e stagionali, che sono meno di 10, e meno di 10 dolci.
Invece la varietà di bevande è sorprendente: ci sono vari tè freddi e bibite giapponesi (compresa la famosa Ramune con la pallina), tantissime birre, di cui alcune provenienti da due birrifici artigianali giapponesi, vari cocktail originali, molte varietà di sakè, vini italiani, e shochu, rum e whisky giapponesi. Ovviamente i prodotti di importazione giapponesi sono decisamente cari. Di quello che ho assaggiato mi è piaciuta moltissimo la birra artigianale Kyara (gialla ambrata, sapore di malto e caramello) a 9,5€ per 33 cl.
Come antipasto sono consigliati i Yaki-Ghyoza, i classici ravioli di carne alla piastra, 6€ per 5 pezzi, che vengono serviti con tre condimenti fra cui scegliere: olio di sesamo piccante (il mio preferito), soia e aceto.
Il ramen è particolare perché si può scegliere fra la pasta standard fatta in casa con farina di grano tenero tipo “00”, oppure quella con farina di grano tenero macinata a pietra (con un supplemento di 1,5€). Si deve scegliere anche il tipo di brodo fra quello alla soia, quello al miso e quello all'alga konbu. Ho particolarmente apprezzato quello stagionale estivo.

14 commenti:

Hello Naka ha detto...

/reply/ sorry to hear about ur knees. my lower bck and hips often click and i think hula hooping helps it stop hurting or clicking. maybe yoga can helpu ^^?

Lilith ha detto...

oasi giapponese e poporoya mi intrigano.. voglio andarci! da endo ci devo tornare assolutamente (ti ho detto che il mio sushi man preferito non lavora più a milano? *shock!* )
il sapporo lo devo provare... ne parli sempre :D

Anonimo ha detto...

Che bello!! Sono recensioni utilissime.. riesci a falsare il rating in modo che quando uno cerca ristoranti giapponesi milano trova il tuo blog?? Mi sembra che però manchi l'indirizzo del Sapporo. Congrats! E.

Piperita Patty ha detto...

@Lilith: chi era il tuo tagliatore preferito?
Ti ho fatto venire voglia di sushi, eh? :P

@E: grazie per la segnalazione, ho aggiunto l'indirizzo. Il rating non dipende da quanta gente clicca questo articolo? Se sai modi per falsarlo me li spieghi per favore?

Hello Naka ha detto...

/reply/ oh i thought yoga was really boring, but then when i tried it was really fun and hard D:

I understand thought becuase u seem to be more of a active person :p

Anonimo ha detto...

ahah.. purtroppo li conosco in teoria, ma non li so applicare. se fai una ricerca su google o youtube, però, qualche consiglio da hacker in erba dovresti trovarlo! se una cerca giapponesi a milano le tue brevi recensioni sono molto più utili dei siti che escono normalmente, in genere meri elenchi di ristoranti senza alcuna garanzia. E.

Bia ha detto...

Il proprietario di Endo non è il tizio pelato, ma quello "capellato" che sta sempre in cucina e si chiama Kato. :D
E sua moglie è la signora Masako, che è quella anzianotta che sta quasi sempre in cassa.
...però è vero che quel tipo pelato è sempre elegantissimo...mistero! XD

Anna ha detto...

anch'io ho provato parecchi ristoranti giapponesi a milano. addirittura pensavo di aprire con un'amica un sito di recensioni XD.
cmq ti consiglio l'Osaka zona porta Garibaldi, fanno del ramen molto buono! al Miyako (corso buenos aires) invece hanno lo shabu-shabu

Piperita Patty ha detto...

@E: dai che poi mi monto la testa :P

@Bi: allora non è nemmeno il proprietario??? L'uomo del mistero...

@Anna: se apri il sito di recensioni dimmelo che ne approfitto volentieri!
Grazie mille dei consigli! Lo shabu-shabu non l'ho mai mangiato *ç*
Come sono i prezzi dei due posti? Io sono sempre un po'al verde...

Lilith ha detto...

non è difficile adescarmi con la cucina giapponese :D (solo se hanno cuochi giapponesi... gli altri mi interessano poco o.o )
il mio preferito lavorava nel tomoyoshi in via sacco
da quando è andato via mi sa che hanno cambiato anche i cuochi per i piatti caldi. mah... mi è un po' scaduto... voglio seguirlo nel nuovo posto dove è andato a lavorareeeeeee D: ditemi dov'è!!

da endo (di sera) sono assolutamente da provare le polpette di pollo, nettare per il palato! costa un occhio e la porzione è ridotta, ma ha un gusto talmente intenso e morbido che conquista... estasi culinaria *__*

Lilith ha detto...

(ho letto solo adesso la recensione su endo :P l'ultima volta l'avevo saltata a pie' pari X°D )
una correzione: i menù a pranzo comprendono the caldo a volontà come bevanda :D

(il budino d'uovo lo so fare ed è facilissimo!! a casa mia mamma me lo faceva sempre *ç* )

Piperita Patty ha detto...

Non lo sapevooooooo!
Queste recensioni sono quasi più utili a me che agli altri...:P

Ti preeeeeeeeeeeeego insegnami a fare il budino! Lo voglio col fungo cinese, sono i miei funghi preferiti *_*

Lilith ha detto...

al sacco il tè caldo è incluso nel prezzo :)
e il menù salmone alla griglia è diventato il mio piatto preferito dopo che hanno cambiato la preparazione del pollo teriyaki ahah

voglia di jappo!!!

Piperita Patty ha detto...

@Lilith: grazie mille! Me l'avevi già detto per l'Endo quindi lo sospettavo, ma non ho ancora voluto rischiare XD
Non ho ancora provato nessuno dei due, per ora ho provato solo lo chirashi che mi è piaciuto molto :D

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